Nel cuore dell’Oceano Atlantico, fuori da rotte commerciali e turistiche, la misteriosa isola di Tristan da Cuhna è il sogno proibito di ogni vero viaggiatore. Chi puo’ vivere in un luogo del genere?

Oceano Atlantico meridionale. Da una parte il Sudafrica e dall’altra l’Argentina. Cosa c’è in mezzo? Acqua direte voi, kilometri e kilometri di Oceano sterminato. Ma guardando bene, proprio a metà strada tra l’Africa e l’America meriodionale ecco apparire un puntino. Un vulcano. La misteriosa isola di Tristan da Cunha esiste e rappresenta uno straordinario esempio di integrazione umana e sociale come in nessun altro posto al mondo.

Tristan da Cunha vivere ai confini del mondo

Dalle origini al mito | La vita sull’isola più remota del pianeta | Cosa fare a Tristan da Cunha

Dove dormire | Come arrivare a Tristan da Cunha

Tristan da Cunha: dalle origini al mito

Informazioni utili:

Popolazione: 254

Capitale: Edinburgh of the Seven Seas

Fuso orario: UTC + 0

Prefisso telefonico: +290

Valuta: Sterlina britannica

Tristan da Cunha è il nome di un arcipelago di isole, composte dalla principale, Tristan da Cunha (98 km²), l’unica abitata e da altre più piccole e disabitate: l’isola Inaccesibile, le isole Nightingale e l’isola Gough. L’isola principale si trova a quasi 3000km da Città del Capo, in Sudafrica, ed è raggiungibile solo pochi mesi l’anno dopo 7 lunghissimi giorni di navigazione. Territorio d’oltremare del Regno Unito insieme alle isole di Ascensione e Sant’Elena, non possiede ne porti ne aeroporti. I 297 abitanti vivono nell’ unico insidiamento abitato chiamato Edinburgh of the Seven Seas (Edinburgo dei Sette Mari) o, semplicemente “The Settlement”.

Il nome “Tristan da Cunha” è utilizzato anche per l’intero arcipelago, composto dalle seguenti quattro isole:

Arcipelago di Tristan da Cunha (Tristan da Cunha e isole annesse)

  • Tristan da Cunha (isola principale) e le isole circostanti
    • Tristan da Cunha (37°06′44″S 12°16′56″W) (98 km²)
    • Isola Inaccessibile (37°19′00″S 12°44′00″W) (10 km²)
    • Isole Nightingale (3,4 km²)
      • Isola Nightingale (37°25′58″S 12°28′31″W) (2,6 km²)
      • Isola Middle (0,1 km²)
      • Isola Stoltenhoff (0,1 km²)
  • Isola Gough (40°20′S 10°00′W) (isola Diego Alvarez) (91 km²)


L’isola fu scoperta nel 1506 dal navigatore portoghese Tristan da Cunha in viaggio verso Capo di Buona Speranza. Tuttavia l’isola non fu esplorata sino al 1767, quando divenne punto di sosta per navi mercantili e baleniere. Solo nel 1810 tale Johanthan Lambert vi trovò rifugio e la dichiaro’ propria. Dopo la morte l’isola passo alla Gran Bretagna e con l’apertura del Canale di Suez divenne totalmente isolata. L’incremento demografico, lento nel corso degli anni, inizia nel 1819 quando il comandante William Glass della nave HMS decide di restare sull’isola con la propria famiglia. Da allora, sino ad oggi, l’isola ha conservato gli 8 cognomi dei primi residenti dell’isola: Glass, Swain, Green, Rogers, Hagan, Patterson e gli italiani Lavarello e Repetto (di origini ligure, dalla nave Italia arenatasi sull’isola nel 1892).

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Il legame alla propria terra sempre e comunque

Tristan da Cunha non ha un porto, un aeroporto e i residenti non hanno il cellulare. La televisione è arrivata solo negli anni ’80 e tutti i generi alimentari e per la vita quotidiana devono essere importati dal Sudafrica. Fino a poco tempo fa era ancora in uso il baratto. Oggi la popolazione usa i soldi solo per la necessità di importare. I ricavi avvengono attraverso la vendita di costosissimi francobolli con il timbro dell’isola e attraverso la vendita di aragoste, considerate tra le più buone al mondo. La popolazione vive in una straordinaria simbiosi di aiuto sociale. Le case di Edinburgh of the Seven Seas non hanno chiavi, ne allarmi, ne chiusure: le porte restano sempre aperte e la criminalità è inesistente. Tradizione vuole che, chiunque uccida un animale o raccolga dal proprio orto, divide tutto con chi in quel momento ha bisogno. Il legame affettivo degli abitanti di Tristan è forte, così come è forte il loro attaccamento all’isola. Chi è stato sull’ isola, da straniero, dice che entrare nel cuore di questa comunità è un processo molto lento. Come una casa che deve essere costruita dalle fondamenta, lo stesso vale con il rapporto con gli abitanti di Tristan. Ma quando sei dentro, donano cuore e anima.

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Nel 1961 l’eruzione improvvisa del vulcano dell’isola, costrinse gli abitanti ad una fuga repentina: dopo essere stati portati in salvo in Sudafrica, giunsero infine nel Regno Unito. Per tutti, fu come entrare in un mondo nuovo, sconosciuto, con la maggior parte delle persone totalmente terrorizzate. Tutti gli isolani, non avevano mai visto una macchina prima, tantomento una televisione o un tram. Ritrovarsi a Londra fu per loro totalmente scioccante. Il governo inglese, tentò di persuadere gli abitanti di Tristan dal ritornare sull’isola: vennero offerte case e lavori ben pagati. Ma fu tutto inutile. Nel 1963, dopo neanche 2 anni, il 90% della popolazione decise di tornare nell’isola: qui trovarono totale distruzione e nessun animale, perchè portati via da qualche nave di passaggio. Ma decisero di ricostruire e ricominciare a vivere.

Cosa vedere e cosa fare a Tristan

Per via della posizione e della grandezza, le cose da vedere a Tristan sono molto limitate. Un must è sicuramente l’escursione sulla cima del Vulcano con la vista sterminata dell’oceano. Da visitare inoltre la fattoria del pesce dove vengono lavorate e confezionate le aragoste poi esportate in tutto il mondo. Per muoversi tra le strade di Edinburgh of the Seven Seas si può prendere un bus che percorre la strada M1 tra la cittadina e “Potato Patches” il grande orto per la coltivazione delle patate. Sull’isola c’è un solo bar, l’Albatross, e l’unico centro pubblico, il Prince Phillip Hall che serve cibo occasionalmente. Si possono comprare generi di prima necessità nel piccolo supermarket dell’isola. Altro luogo da visitare è il piccolo Tourism Centre dove comprare francobolli (ben pagati da collezionisti di tutto il mondo per la loro rarità) e piccoli oggetti artigianali.

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Accoglienza e possibilità di lavorare

I pochi temerari che decidono di affrontare i 7 giorni di navigazione per questa avventura, vengono ospitati dalla famiglie del posto a prezzi assolutamente ragionevoli. Inoltre sul sito ufficiale dell’isola, vengono spesso pubblicati bandi di lavoro: molte professioni, come insegnanti, medici e dentisti sono di assoluto bisogno. In cambio si riceve un lauto stipendio e un’esperienza che rimane per sempre. Un viaggio a Tristan da Cunha ti cambia la vita. Entrare in simbiosi con questa comunità, porta alla consapevolezza che vivere gli uni per gli altri, anche in mezzo all’Oceano e lontano da tutto e da tutti è ancora possibile.

Se pensate davvero di andarci

Se state davvero pensando di raggiungere l’isola dovete, prima di tutto, chiedere un permesso al governo speciale del posto. Tutte le informazioni su come fare, le trovate sul sito ufficiale di Tristan da Cunha www.tristandc.com. Dovrete inoltre prenotare un volo per Cape Town e controllare gli orari delle navi che partono per Tristan sulla pagina www.tristandc.com.

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