Ricordate l’articolo che vi avevo presentato tempo fa a proposito di una ‘vacanza coraggiosa‘ a casa dell’artista cinese Miao Jiaxin che si proponeva di ospitarvi a New york al solo prezzo di 1$ a notte. Il suo obiettivo era quello di videosorvegliarvi nella strana location della stanza da lui messa a disposizione: una bella cella.

Il trend ormai spopola tanto che a Budapest, città pioniera di questa moda si è tenuto la scorsa settimana l’Escape games’ Festival con team ungheresi e stranieri che risolvevano enigmi e misteri essenziali nella ricerca dell’ambita via di fuga. Ma perchè questo gioco ha così tanto successo? A cosa è legata la sua psicologia? L’organizzatore del Festival, Adam Pattantyus spiega con queste parole la nuova moda – ‘Viviamo quotidianamente immersi in un turbinio di problemi…eppure questo gioco ci immerge in un mondo nuovo, in cui quegli stessi problemi non sono contemplati’- .

In una Budapest carismatica e decadente si apre lo scenario delle ‘dolci fughe‘ dalla realtà di cui parla Pattantyus che vengono ospitate all’interno delle cantine sotterranee e delle case diroccate che nel secolo scorso permisero l’apertura di numerosi centri sociali nella capitale ungherese: tra questi Szimpla, uno dei primi romkocsma di Budapest, tradotti in inglese come ‘ruin pubs‘, e definibili in italiano come centri di aggregazione sociale molto economici situati per l’appunto in edifici abbandonati.

Players try to resolve a puzzle in the medieval escape room at TRAP in Budapest

ExitPointGames, la prima società a lanciare il gioco, ha fatto fortuna grazie a queste location: due anni fa la società investì per creare all’interno del ‘ruin bar’ Fogaskert il suo primo rompicapo e da allora ha avuto tanto successo da esportare l’idea in altri paesi tra cui Vienna e Bucarest. Attraverso diversi rompicapi il giocatore implementa diverse capacità meccaniche e logiche, individuando così i propri punti di forza e le proprie debolezze sia a livello individuale che collettivo.

Esistono ormai diverse versioni del gioco: dalla corsia psichiatrica,  corridoio di specchi ed in un balzo temporale lungo secoli sono in grado di ricondurvi nel lontano Medioevo o ancor più indietro  fino alla camera mortuaria egizia. Uno dei più famosi giochi è la ‘Tana del coniglio’, che dal nome sembra proprio volerci ricondurre nel Paese delle Meraviglie con Alice.

In una realtà che molto spesso ci appare come un turbinio confuso, che sfugge non solo al nostro controllo, ma anche alla nostra comprensione, seguire la stranezza e catapultarci in una pseudo realtà controllabile ed ordinata é un toccasana: per soli 41€ si ha la possibilità di evadere non solo da una cella reale ma anche dalla realtà per qualche ora. Mi sembra davvero un buon compromesso.

Visita Budapest