Human of New York – per chiunque non sia ancora entrato in contatto con questa pagina – offre una incredibile e toccante, introspettiva nella vita della città di New York. Ad essere presi in esame questa volta non sono i tanto osannati monumenti della Grande Mela, ma gli uomini che la compongono, quelli che ogni giorno ne percorrono le strade, ci lavorano, ci vivono.

Se prima non ne avevate sentito parlare, magari sarà apparsa sulla vostra bacheca Facebook e sul vostro Twitter la foto del bambino omosessuale che piange spaventato del suo futuro davanti alle discriminazioni. Questo post, uscito poco dopo la legalizzazione dei matrimoni gay in tutti gli Stati Uniti, è stato commentato da Ellen DeGeneres ed Hillary Clinton e da allora la pagina è diventata qualcosa di virale.

Il post recitava alla lettera ‘Sono omosessuale ed ho paura del mio futuro e del fatto che alla gente io possa non piacere per ciò che sono’.

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Il post ha risvegliato una parte molto nascosta di noi: i commenti della gente, che mostra il proprio supporto al bambino, cercando di allontanare da lui il timore, sono forse ciò che rende questo post un qualcosa di davvero speciale. Contro ogni abuso ed ogni negatività, Humans of New York, resta una comunità di storie, raccolte dalla strada, tratte dalla vita reale e che ritraggono le esperienze in cui ogni giorno ci imbattiamo, ma che spesso il ritmo frenetico della vita non ci permette di considerare adeguatamente.

Dato che questa settimana ho deciso il tema della ‘Settimana Newyorchese‘, ho pensato che una full immersion nei dietro le quinte della città vi avrebbe fatto piacere ed ho deciso di presentarvi alcune tra le storie di Humans of New Yokr che mi hanno più colpita.

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La cosa meravigliosa ed affascinante di Humans of New York è che ci si trovano storie vere e personali, con persone, luoghi e momenti che hanno inciso vite reali: pensare che un fotografo con semplici foto tratte dalla strada posso arrivare a toccare così nel profondo noi con la vita di sconosciuti, è a dir poco sorprendente. Chi è il blogger che ha avuto l’idea? Il suo nome è Brandon Stanton ed ha avviato il suo progetto nel 2010, vagando per le strade di New Yokr e fotografando estranei.

Humans of New York: un racconto per immagini

Come vi ho già predetto qualche riga più su, la mia idea è di riportare alcuni degli scatti più belli di questo fotografo, che su Facebook ha già raggiunto oltre 14 milioni di likes e su Instagram è a quota 3.4 milioni. Il successo di HONY (sigla per Humans of New York) è proprio nel fatto che ognuno di noi può riconoscersi in queste storie e che il loro racconto ed il supporto della gente a queste storie può dare una mano a chi soffre delle stesse problematiche.

21Sul blog non si trovano racconti toccanti, ma anche storie di aspettative, i sogni di giovani ragazzi e ragazze ed ovviamente anche foto che strappano davvero un sorriso, come questa della giovane fashion addicted.

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Ammetto che in questo scorrere le foto del blog per sceglierne alcune da presentare a voi, mi sto davvero divertendo parecchio: questa è una delle mie preferite, una vera e propria battaglia che per chi come me viene da una città perennemente assediata dai piccioni sarà una risata assicurata. Su dai, non la trovate estremamente divertente anche voi?

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I racconti vanno dal serio al divertente, mostrando proprio come la vita in reltà è, una altalena di emozioni, un’altalena di momenti, dall’infanzia con la sua innocenza, attraverso i sogni dell’adolescenza, fino agli alti e bassi della vita adulta. Questa ad esempio racconta di una donna che per lungo tempo ha sofferto la depressione, non essendo mai in grado di sentirsi parte di qualcosa.

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La storia della donna è molto toccante, mi riporta alla mente altre storie tristi che ho visto sul portale: la donna che segue si è ritrovata sfrattata, con un sacco di debiti da pagare ed il timore di non farcela. Quante volte abbiamo visto scorrere storie di questo tipo davanti ad i nostri occhi?

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In questo articolo tuttavia non voglio buttarvi giù, ma mostrarvi le potenzialità e la bellezza di questo blog e per ultima ho tenuto una piccola perla regalata da un’anziana signora al fotografo. Piuttosto imbarazzata eppur estremamente sicura di sè, la signora acconsente alla foto, intimando al fotografo di far presto, perchè è ora del the nella chiesa locale.

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