Auroville vuole essere una città universale dove gli uomini e le donne di ogni paese possano essere in grado di vivere in pace ed armonia crescente a dispetto delle differenze di credo, di nazionalità o di orientamento politico.’

30Creata il 28 febbraio del 1968, grazie al contributo di ben 124 diverse nazioni, da Mirra Alfassa, detta ‘La Mère’, è una comunità in crescita costituita da 2400 persone (dato del 2014) provenienti da 50 paesi diversi.

Visitare la città era prima possibile con grandi bus, che potevano attraversare la Città dell’alba, ma recentemente si è deciso di tenerli fuori, ancorati al Parcheggio del centro visitatori e fare entrare solo quelli con un massimo di 35 posti, se guidati da un residente della città.

34L’idea alla base della formazione della città risale agli scritti di Sri Aurobindo e al suo progetto che aveva base a Pondicherry e fu tale da persuadere il governo indiano nel 1966 a accettare e successivamente supportare il progetto.

Il simbolo è la struttura del Matrimandir, completata nel 2008, che assieme ai giardini e alle canalizzazioni circ08stanti è divenuta il fulcro di un importante progetto per la produzione auto sufficiente di acqua e energia.

L’Anfiteatro invece è usato per le occasioni sociali di incontro della comunità e il progetto è in continuo divenire, dato l’aumento della popolazione, che nel 50esimo anniversario si pensa possa arrivare a contare fino a 5000 residenti.

12Secondo il Global Ecovillage Network è uno dei migliori esperimenti di vita comunitaria alternativa e sostenibile e qui la vita scorre tranquilla, seguendo i principi di ecologia, collettività, spiritualità e educazione.

La proprietà privata non è percepita come necessaria e le regole che legano la comunità devono essere tenute a credo per la buona riuscita dell’iniziativa.

Come è strutturata la città di Auroville? 

90Al centro della città si trova l’Area della Pace, con il Matrimandir e i suoi giardini, l’Anfiteatro con l’urna dell’Unità Umana, che contiene la terra raccolta da 121 nazioni e 23 stati dell’India e un lago, riserva per la falda idrica. Di qui come in una trottola si aprono la zona Industriale che contiene industrie verdi e laboratori di arti e mestieri, la zona Internazionale con padiglioni culturali raggruppati per dipartimenti e quella culturale, più strettamente votata all’espressione artistica.

A chiudere la città c’è una cintura verde di 1,25 chilometri, in cui si trovano piante e foreste volte a fornire alla città le risorse necessarie al sostentamento, ma anche aree per animali e orti. Questa cinta verde agisce da barriera contro l’espansionismo urbano e costituisce un riuscito esempio di bonifica di un terreno in precedenza desertico.